WOODSTOCK A VILLA PAMPHILI

Una cosa che mi ha sempre entusiasmato è stato il partecipare l’assistere ai concerti. Ne ho vissuti molti.
Alcuni storici o unici degli anni 70 come  il grande e lunghissimo concerto di Villa Panphili.

L’organizzazione

Il Festival si svolse nel parco romano tra il 25 e il 27 maggio 1972. Gli spettatori furono almeno centomila (fonte Fabrizio Zampa de “Il Messaggero”) . Non mancarono alcune polemiche soprattutto da parte dell’Osservatore Romano (che definì il pubblico agglomerato di ambigue carovane di ragazzi e ragazze) e di diversi cittadini esasperati dal traffico e dal rumore. Questi i partecipanti italiani: Banco del Mutuo Soccorso, The Trip, Osanna, Garybaldi, Quella Vecchia Locanda, Fholks, Il Punto, Blue Morning, Aum Kaivalya, Richard Benson, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Cammello Buck e la rivelazione dei Semiramis. Ospiti stranieri: Van Der Graaf Generator, Hawkwind, Hookfoot

Gli spazi monumentali delle Terme di Caracalla non bastavano più a chi pensava e viveva in grande: Villa Pamphili, tuttora la più grande area verde di Roma, si prestava benissimo ad una Woodstock nostrana con i suoi ampi prati e la disponibilità di collegamenti con le altre zone della città. Unico neo: l’immediata vicinanza al quartiere Monteverde, che avrebbe dato i suoi problemi per via dell’alto volume della musica emesso da un gruppo di casse di due metri per uno, collocate ai lati del palco!

Tutto il lavoro fu fatto con estrema precisione, ma sempre a livello “amatoriale”, da giovani che mettevano a disposizione il loro tempo, musica e lavoro. A differenza dei festival analoghi nel nord, quello di Roma non era politicizzato: ci si trovava uniti sul piano della musica, a prescindere da tutto il resto. Qualche bandiera del Vietnam spuntava qua e là, sparuto tentativo di messaggio politico tra quello che era sì un Festival Pop, ma manteneva una caratteristica dimensione di “festa campestre” dove, al posto del “fish and chips” o degli hamburgers di Woodstock, si trovavano panini con la frittata, mortadella o porchetta e il vino dei Castelli romani. Una tenda delle Poste distribuiva lo speciale annullo filatelico del Festival Pop; il chiosco dell’Appia , che aveva compreso bene lo spirito della festa , oltre le bottiglie dell’acqua minerale omonima distribuiva birre e quant’altro.

Fast food…

Dalle dieci di mattina, orario di apertura dei cancelli di Villa Pamphili in occasione del Festival, a mezzanotte, termine delle serate: una vera e propria “fascia oraria” aperta al contatto sociale.

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                                                                                           Eravamo tanti

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