CINEMA E MONTAGGIO

Montaggio grammatica del cinema

Vorrei servirmi di un semplice paragone per spiegare in poche parole che cosa sia il montaggio.

Cosa sarebbe la nostra lingua senza la grammatica? Come potremmo riuscire a comunicare senza quelle regole che ci indicano chiaramente come costruire le frasi dei nostri discorsi?

Per grammatica si intende qui soprattutto quella inconsapevole competenza linguistica condivisa tra i parlanti, senza la quale le nostre conversazioni sarebbero soltanto un miscuglio indecifrabile di vocaboli che, presi casualmente, non avrebbero alcun senso.

Di fatto, quindi, quelle regole che abbiamo tanto detestato studiare a scuola, sono genesi e funzionamento di tutta la nostra comunicazione.

Ecco adesso, tenendo a mente questi pochi ragionamenti e considerando le dovute differenze, spostiamoci sul secondo termine del nostro paragone. E vi ripropongo perciò la stessa domanda: cosa sarebbe un film senza il montaggio? Per i più esperti la risposta sarà “niente”, per tutti gli altri ci sarebbe un momento di silenzio, speso nel tentativo di decifrare il senso della domanda.

Corazzata Potemkin

Un film senza montaggio è come una lingua senza una grammatica: sarebbe soltanto immagini in sequenza senza alcun senso interpretabile dallo spettatore. Come per la grammatica, anche il montaggio è una competenza linguistica che tutti noi, in questo mondo governato dal dominio dell’immagine in movimento, abbiamo appreso e acquisito sin da piccoli guardando i cartoni animati la mattina. Si tratta di una grammatica, di fatto, di recente istituzione, nemmeno cento anni di vita; ed è molto più inconsapevole di quella linguistica.

Ovviamente ci sono differenze tra i due termini di paragone; le regole del montaggio ad esempio possono essere infrante e manipolate, mentre nella grammatica ciò non è possibile. A ben vedere però ciò non risulta vero. Si tratta infatti di una maggiore o minore flessibilità che in entrambi i casi ci permette comunque di costruire un senso, poiché anche nella grammatica riscontriamo usi sbagliati e scorretti delle regole che tuttavia non inficiano la comunicazione. Nel montaggio però l’uso scorretto è, per la maggior parte delle volte, voluto ed ha a che fare con scelte estetiche. Nella grammatica invece questi errori non sono voluti e di certo non denotano artisticità.

Comunque, alla base c’è un’importante analogia: il montaggio, come la grammatica, costruisce il senso della comunicazione (audiovisiva), poiché difatti ne è genesi e funzionamento.

Corazzata Potemkin

“Un atto di creazione linguistica”, così è stato più volte definito ed è una definizione perfetta. Esso prendendo le immagini/parole costruisce, secondo regole specifiche, la sequenza/frase, che, sommata alle altre, dà vita al film/discorso.

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